LSMI19 Diritto condominiale
11 giugno 2021
Diritto condominiale

Condominio – i punti deboli della trasmissione del verbale di assemblea via e-mail

Condominio – i punti deboli della trasmissione del verbale di assemblea via e-mail

Una recentissima pronuncia del Tribunale di Novara – è la n. 378 del 25.5.2021, in condominioweb.com del 3.6.2021 – offre il pretesto per alcune considerazioni sui punti deboli e sui rischi della trasmissione del verbale via e-mail ordinaria

I fatti
I fatti portati all’attenzione del Tribunale di Novara possono essere schematicamente riportati così:
a) un Condominio tiene un’assemblea straordinaria;
b) l’amministratore trasmette il verbale a tutti i condomini – e, quindi, anche a quelli assenti – via e-mail;
c) nel farlo, utilizza la posta elettronica ordinaria e non ricorre a strumenti come la conferma di ricezione e/o la conferma di lettura;
d) poco più di due mesi dopo, l’amministratore trasmette nuovamente il verbale, questa volta via P.E.C.;
e) il condomino Rossi, assente, impugna la delibera come sopra assunta, chiedendone l’annullamento;
f) nel costituirsi e difendersi, il Condominio eccepisce la tardività – e la conseguente inammissibilità per sopravvenuta decadenza – dell’impugnazione del Sig. Rossi;
g) quanto sopra sulla base del rilievo che l’atto introduttivo della causa di impugnazione, sebbene notificato entro i trenta giorni dalla data di trasmissione sub d), era però stato notificato dopo il decorso dei trenta giorni dal termine sub b) e, cioè, troppo tardi rispetto alla prima – ed effettiva – trasmissione del verbale.
I termini della questione
Schematicamente:
 la questione rilevante, che viene qui presa in esame, è quella della modalità di trasmissione del verbale ai condomini assenti;
 si tratta di una questione di non secondaria importanza: se, infatti, l’impugnazione deve essere proposta – così recita l’art. 1137 cod. civ. – “nel termine perentorio di trenta giorni” e questo termine, per i condomini assenti, “decorre (…) dalla data di comunicazione della deliberazione”, per valutare la tempestività / tardività dell’impugnazione è essenziale individuare con certezza il momento della trasmissione del verbale;
 il Condominio è gravato del relativo onere probatorio: spetta, cioè, al Condominio dimostrare la – per usare ancora le parole del legislatore – “data di comunicazione della deliberazione”;
 in quest’ottica, diventa essenziale capire se e fino a che punto l’e-mail ordinaria risponde a quanto prevede la legge in materia di prova;
 detto altrimenti: un messaggio di posta elettronica ordinaria è idoneo a provare il fatto storico della sua stessa trasmissione e, quindi, anche la relativa data?
La giurisprudenza
Il Tribunale di Novara richiama e fa suo l’insegnamento di Cass. 14.5.2018 n. 11606: “In tema di efficacia probatoria dei documenti informatici, il messaggio di posta elettronica (cd. e-mail) costituisce un documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privo di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche di cui all'art. 2712 c.c. e, pertanto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime”.
In sostanza, il ragionamento è questo:
 il messaggio di posta elettronica ordinaria è una riproduzione informatica di atti, fatti e dati;
 tale messaggio forma – per usare le parole del codice civile, art. 2712 – “piena prova dei fatti e delle cose rappresentate”;
 tuttavia, se il soggetto, avverso il quale il messaggio è prodotto, “disconosce la conformità ai fatti o alle cose” di quanto rappresentato nel messaggio, allora l’efficacia probatoria di questo “si azzera”, con la conseguenza che la parte gravata degli oneri probatori deve assolverli con altri mezzi.
Il Tribunale di Novara ha preso questi principi generali e li ha “inseriti” nello specifico contesto della trasmissione del verbale di assemblea, “traducendoli” concretamente così:
 il condomino assente, negando di aver ricevuto l’e-mail con il verbale di assemblea, contesta e disconosce il duplice fatto storico, che quel messaggio di posta elettronica rappresenta, e cioè l’invio del verbale e la data di tale invio;
 questa contestazione fa venir meno ex art. 2712 cod. civ. l’efficacia probatoria dell’e-mail, con la conseguenza che quel messaggio non prova che il Condominio abbia trasmesso al condomino assente il verbale e che lo abbia fatto in quel determinato giorno;
 tale venir meno dell’efficacia probatoria è riconducibile anche alla circostanza che il messaggio non era “accompagnato” da un’attestazione di avvenuta lettura o anche solo da un’attestazione di avvenuta consegna e che alla sua trasmissione non aveva “fatto eco” un qualsivoglia messaggio di riscontro da parte del destinatario.
Considerazioni finali e di sintesi
La vicenda e la “lettura” che ne ha dato il Tribunale di Novara inducono a una riflessione:
 a differenza che per l’avviso di convocazione, il legislatore non ha dettato alcuna prescrizione circa le modalità di trasmissione del verbale;
 questa trasmissione, tuttavia, è importante perché da essa inizia a decorrere il termine per l’impugnazione della delibera da parte dei condomini assenti;
 nulla vieta di inviare il verbale a mezzo della posta elettronica ordinaria;
 questa, tuttavia, non dà alcuna certezza in ordine ai risvolti probatori dell’eventuale giudizio di opposizione: se il condomino, il quale impugna la delibera, contestasse la ricezione del verbale, l’esistenza del solo messaggio di posta elettronica ordinaria non permetterebbe al Condominio di assolvere l’onere probatorio reso necessario da tale contestazione;
 questo “travolgerebbe” la possibile linea difensiva del Condominio incentrata sulla decadenza del condomino dal diritto di impugnazione.
Tutto questo porta a concludere che l’amministratore deve essere molto cauto quando trasmette il verbale ai condomini assenti e adottare, a tale scopo, uno strumento idoneo a dare la prova dell’avvenuta consegna – lettera raccomandata A.R., P.E.C., consegna a mani del condomino con firma per ricevuta – o, quantomeno, acquisire ulteriori elementi – attestazione di avvenuta consegna, attestazione di avvenuta lettura, conferma anche solo verbale della ricezione da parte del destinatario – idonei a “corroborare” la valenza probatoria del messaggio di posta elettronica ordinaria.
LS LEXJUS SINACTA - VIA LARGA 19, 20122 MILANO

Desiderate maggiori informazioni su questo argomento?
Il nostro team di esperti è a Vostra disposizione.


Altri post sul tema "Diritto condominiale":

4 ottobre 2018

Condominio – la C.T.U. percipiente quale strumento per accertare i danni da infiltrazione

In epoca recente – il riferimento è alla sentenza n. 1875 del 3.5.2022 – la Corte d’Appello di Napoli si è pronunciata in tema di risarcimento del danno da infiltrazione, con specifico riferimento ai mezzi di prova di tale danno e della relativa responsabilità. Nel farlo, la Corte ha utilizzato – è il caso di dirlo: bene – l’insegnamento della Suprema Corte di Cassazione (cui “fa eco” la giurisprudenza di merito) in tema di Consulenza Tecnica d’Ufficio con funzione deducente e con funzione percipiente

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio – la condizione di procedibilità dell’avvenuto esperimento della mediazione è soddisfatta quando la mediazione stessa è stata effettiva

In alcune materie – tra queste, il condominio e quindi il diritto condominiale – è necessario, prima di avviare la causa civile, esperire il tentativo di conciliazione. Se questo non ha luogo, allora l’azione risulta non procedibile. Si tratta di capire bene questo concetto e cioè di “mettere a fuoco” cosa debba intendersi con l’espressione “mediazione effettiva”. A questo proposito appare particolarmente interessante una recente pronuncia del Tribunale di Lanciano che ha “messo a fuoco” alcuni punti fermi

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio – la cessazione dell’amministratore e il suo compenso

La sentenza 7.6.2022 n. 8862 del Tribunale di Roma – per la quale chi scrive è in debito verso Condominioweb, News del 28.6.2022 – ha affrontato una fattispecie particolare e cioè quella del diritto al compenso dell’amministratore cessato dalla carica. Lo ha fatto con una decisione che – è corretto anticiparlo da subito – a chi scrive appare non convincente

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio – è legittimo rimuovere il servoscala privato per installare l’ascensore condominiale

Con la sua sentenza 1.6.2022 n. 8645 il Tribunale di Roma ha affrontato una fattispecie particolare, entrando nel merito del rapporto tra l’impianto privato di un condomino, installato ai sensi dell’art. 1102 cod. civ. e dell’art. 2, secondo comma, L. 9.1.1989 n. 13, e l’ascensore condominiale deliberato dall’assemblea, arrivando a concludere che legittimamente l’amministratore ha rimosso tale impianto privato, ostacolo insormontabile all’esecuzione della delibera assembleare avente ad oggetto l’installazione dell’ascensore

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio – il “costo” della mancata adesione alla mediazione di cui al D. Lgs. 4.3.2010 n. 28

E’ noto che il D. Lgs. 4.3.2010 n. 28. ha introdotto nel nostro ordinamento la mediazione “finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali”, prevedendo che in alcune materie questa costituisca condizione di procedibilità della successiva causa civile. Il legislatore, perseguendo l’obiettivo di ridurre significativamente – grazie alla mediazione – il “carico” dei Tribunali e dei Giudici di Pace, ha anche inserito nella normativa un impianto sanzionatorio per la parte che non partecipi alla mediazione “senza giustificato motivo”. In epoca molto recente il Tribunale di Termini Imerese ha fatto buona applicazione di questa normativa, sottolineando efficacemente le possibili conseguenze per il condominio della mancata adesione alla procedura di mediazione.

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio – quando e come la mediazione impedisce la decadenza dall'impugnazione della delibera

L’art. 1137, secondo comma, cod. civ. prevede il diritto dei condomini di impugnare le delibere assembleari contrarie alla legge o al regolamento di condominio e impone l’obbligo – a pena di decadenza – di esercitare tale diritto entro trenta giorni.

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio: il quorum costitutivo è un requisito permanente dell'assemblea

E’ noto a tutti che l’assemblea di condominio si considera “regolarmente costituita” ex art. 1136, primo e terzo comma, cod. civ. se ad essa interviene un certo numero, minimo, di condomini, titolari di un certo quantitativo, minimo, di millesimi. La presenza di questi numeri minimi all’apertura dei lavori dell’assemblea, tuttavia, non basta: essa deve sussistere per l’intera durata della riunione, a pena di sopravvenuta inesistenza dell’assemblea condominiale.

leggi tutto
4 ottobre 2018

Condominio: in caso di mancata convocazione la prova di resistenza non serve

Ci si interroga sulla possibilità di “salvare” la delibera impugnata dal condomino che non è stato convocato: si può fingere che il condomino sia intervenuto e abbia votato e, quindi, conteggiare il suo voto come se fosse stato espresso e, all’esito, annullare la delibera solo se quel voto risulta determinante? Detto altrimenti: il vulnus della mancata convocazione attiene unicamente al voto oppure si deve ritenere che vi sia qualcosa di più grave, tale da precludere la possibilità di quel “salvataggio”?

leggi tutto