LSMI19 Lawgistic: trasporti e logistica
24 ottobre 2018
Trasporti e Logistica

Poichè è (ancora) importante scrivere il contratto di trasporto

Poichè è (ancora) importante scrivere il contratto di trasporto

Nonostante l’era digitale, la logistica ed il trasporto costituiscono i principali servizi di cui si servono le persone e le imprese. Forniti con modalità sempre più evolute e sofisticate non possono prescindere da una regolamentazione delle relative prestazioni, secondo le esigenze delle parti e quelle del sistema economico nel suo complesso.

Nei tempi passati, il trasporto era molto controllato da parte di Governi e delle Autorità: l’attività era soggetta ad autorizzazioni, disciplinata nei modi, luoghi e modalità in era svolta mentre i relativi contratti erano assoggettati a norme imperative di legge. L’avvento della globalizzazione e l’innovazione tecnologica hanno reso diminuito la efficacia delle regolamentazioni, il cui controllo è in primo luogo demandato agli operatori del settore.

L’evoluzione normativa del servizio professionale di trasporto

Ancora poco tempo fa, il servizio professionale di trasporto era regolato sotto tre aspetti: l’abilitazione del vettore, che doveva fornire anche un minimo di garanzie assicurative in relazione all’attività prestata, la sua capacità di operare in un determinato mercato, a seconda dei mezzi e del personale che aveva effettivamente a disposizione, il compenso normalmente percepibile per il servizio commissionato, commisurato ai relativi costi di esercizio ed alle condizioni di mercato regolato da parte di un’Autorità di controllo.
Per quanto riguarda l’autotrasporto italiano, con l’entrata in vigore del Decr. Lgs. 21.11.2005 n. 286 e succ. modd. la precedente disciplina è venuta a mancare, nel senso che il suo rispetto è stato affidato alla responsabilità condivisa tra i principali operatori della catena logistica coinvolti nel servizio.
Essi sono definiti vettore, committente, caricatore e il proprietario delle merci trasportate dall’art. 2 del Decreto Legislativo sopra citato. Questi soggetti, oltre che il subvettore (figura disciplinata dalla legge n. 190 dl 2014) sono variamente responsabili dei tipici disservizi che possono accadere durante l’esecuzione del trasporto se non provano, attraverso documenti scritti, di aver fatto tutto quanto era in loro potere per evitarli.
Per certi versi e per determinate tipologie di merci, i principi della responsabilità condivisa si estendono anche alle prestazioni di logistica - servizi di deposito, movimentazione e lavorazione della merce, connessi o preliminari all'affidamento del trasporto – che l’impresa compie prima di affidare un trasporto od un sub trasporto, con la conseguenza che ciascuno dei soggetti sopra indicati è tenuto, tramite contratto ovvero specifiche istruzioni scritte, a precisare e curare l’ambito della propria responsabilità prima che si verifichi un sinistro, foriero di danni per le altre parti ovvero per soggetti terzi.
Ai sensi del comma 7bis del Decr. Lgs. n. 286/2005 “Quando dalla violazione di disposizioni del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, derivino la morte di persone o lesioni personali gravi o gravissime e la violazione sia stata commessa alla guida di uno dei veicoli per i quali è richiesta la patente di guida di categoria C o C+E, é disposta la verifica, presso il vettore, il committente, nonché il caricatore e il proprietario della merce oggetto del trasporto, del rispetto delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale previste dal presente articolo e dall'articolo 83-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni.

La convenienza del contratto scritto di trasporto

Così descritto il quadro normativo, è chiaro che qualunque soggetto che partecipi alla redazione ovvero all’esecuzione di un contratto di logistica o di trasporto, è tenuto ad accuratamente verificare:
a) le qualità professionali e le capacità operative del proprio interlocutore, prima di stipulare il contratto;
b) l’ambito della propria responsabilità, ovvero il proprio ambito accettabile di responsabilità, secondo quando proposto nei modelli contrattuali del proprio interlocutore;
c) le istruzioni e la documentazione scritta da produrre, concretamente, dal momento dell’affidamento delle merci da trasportare, al momento della consegna delle stesse, ovvero del verificarsi di eventuali avarie;
d) la congruità di quanto ricevuto / pagato quale corrispettivo per la prestazione eseguita nell’ambito di un contratto di logistica o trasporto e la convenienza di tali importi rispetto ai costi e rischi di esecuzione della stessa.
LS LEXJUS SINACTA - VIA LARGA 19, 20122 MILANO
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